Elenco film del SANDALIA SUSTAINABILITY FILM FESTIVAL

SANDALIA SUSTAINABILITY 

VISIONI ITINERANTI SU STILI DI VITA SOSTENIBILI 

2° CIRCUITO CINEMATOGRAFICO REGIONALE

 

Elenco film  

  

2075: IL CLIMA CHE VERRÀ (10’) Francia, 2007 – Marion Milne

Nel 2075 tutte le peggiori previsioni fatte nel XX secolo sui cambiamenti climatici si sono avverate, con conseguenze spaventose per il nostro pianeta: lo scopriamo attraverso le storie di Julia, che lotta per mantenere il vigneto di famiglia; di Idri e Faouzi, in fuga dalla siccità che attanaglia il Sahara del Sud; di Niels, biologo tedesco in viaggio per incontrare un’esperta di biodiversità, di Lotte che combatte per l’approvazione di una Carta Internazionale per la Protezione della Terra.

2075: il clima che verrà mescola fiction e documentario in modo convincente, denunciando le conseguenze catastrofiche che il riscaldamento globale potrà avere e lancia un messaggio chiaro: è giunto il momento di agire, ora.

 

L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI ( 31’) – Canada, 1987 – di Frédérick Back

Come un’intera regione, desolata e arida, disabitata e sferzata dal vento, possa tornare a vivere grazie a un solo uomo. Elzéard Bouffier, solitario pastore ritiratosi sulle montagne del sud della Francia, agli inizi del Novecento inizia un segreto rimboschimento, piantando col suo bastone appuntito migliaia di ghiande. In un’epoca di guerre e distruzione, l’uomo sidimostra ancora capace di generare la vita, anche con gesti semplici. Delicato inno alla speranza tratto dall’omonimo libro di Jean Giono, graficamente affascinante e innovativo, L’uomo che piantava gli alberi ha vinto il premio Oscar per il migliore cortometraggio d’animazione nel 1988 e, a vent’anni di distanza, è uscito anche in Italia con la voce di Toni Servillo come narratore.

 

HOME ( 90’) – Francia 2009 – di Yann Arthus-Bertrand

Ci sono volute 488 ore di riprese a bordo di elicotteri, 217 giorni di lavorazione attraverso 54 differenti nazioni, per permettere a Yann Arthus-Bertrand di ultimare Home,

documentario assolutamente spettacolare e di grande impatto emotivo, intenzionato a farci aprire gli occhi sul reale impatto del riscaldamento globale, della deforestazione, dell’inquinamento.

L’umanità si trova ormai a un bivio obbligato, tra abitudini negative che dovrebbero appartenere al passato e possibilità di effettuare scelte rivoluzionarie ed eco-compatibili, le uniche in grado di garantirci un futuro non catastrofico. Seguendo l’esempio di Una scomoda verità, sua dichiarata fonte d’ispirazione, il celebre fotografo francese, qui al debutto alla regia, realizza un’opera coinvolgente e accurata, tanto nelle immagini, quanto nei contenuti, in grado di catturare e far riflettere lo spettatore.

 

VARMINTS / PARASSITI ( 24’) – Regno Unito, 2008 – di Marc Craste

Favola ecologista dai toni delicati, tratta dall’omonimo libro per bambini, illustrato dal regista stesso, Varmints racconta la storia di una piccola creatura fantastica, simile a un roditore, che vede la propria vita, fino a quel momento immersa nella quiete della natura, sconvolta dalla civiltà: là dove un tempo si estendevano prati a perdita d’occhio, sorgono neri grattacieli dall’aspetto minaccioso, là dove regnava il silenzio e splendeva il sole, solo rumori assordanti e fumi pestilenziali a oscurare il cielo di una città tentacolare in cui l’indifferenza è regina …

 

Percorsi verso la Sovranità Alimentare – Italia 2009, di Danilo Licciardello

Ancor prima delle crisi dei prezzi alimentari e delle rivolte del cibo, che si sono susseguite tra il 2005 ed il 2009, e dell’aggiornamento a un miliardo del numero degli affamati nel mondo ( FAO, 2009), bensì di fronte alle trasformazioni del sistema agro- alimentare globale intercorse a patire dagli anni novanta, il movimento contadino transnazionale ha inteso affrontare la “questione del cibo”, reinterpretandola attraverso il concetto di sovranità alimentare.

 

Semi resistenti, Italia 2012, di Danilo Licciardello e Simone Ciani

Chi decide cosa mangerai stasera per cena?” A questa domanda sicuramente saprà rispondere chi il cibo lo produce lavorando la terra …i contadini di Tunisia, Francia, Italia ed Ungheria, insieme a ricercatori e docenti, ci danno una risposta che trova la sua radice in ciò che sta all’origine del cibo stesso: il seme.

Un viaggio tra Europa e Africa attraverso le pratiche di resistenza agroecologica, in disobbedienza alle leggi che attraverso brevetti e diritti vietano la conservazione, lo scambio e il riutilizzo dei semi tradizionali.

 

Biutiful cauntri  ( 83’)– Italia 2007 – Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero

Biùtiful cauntri affronta il tema della crisi dei rifiuti in Campania e dell’inquinamento nella regione italiana, focalizzandosi sui problemi delle innumerevoli discariche abusive, dell’ecomafia e delle conseguenze dell’inquinamento sull’allevamento, in particolare delle pecore, e sull’agricoltura, oltre a fornire degli indizi sul fatturato derivante dallo smaltimento illegale dei rifiuti. Anticipa in tempi non sospetti il drammatico problema di quella che oggi viene riconosciuta come “Terra dei fuochi” 

 

Bag it  ( slang: mettere in una busta/smetterla ) (54’) – documentario di Susan Beraza

Come si può vivere senza plastica? Jeb Barrier ce lo dimostra nel suo documentario dal grande clamore mediatico, “Bag it” (USA, 2010). Ogni giorno compriamo, usiamo e buttiamo milioni di sacchetti, barattoli e molti altri oggetti di plastica, con serie conseguenze per l’ambiente e per la salute umana. Il documentario, diretto da Susan Beraza, è un divertente racconto dell’uso e l’abuso della plastica che segue “l’uomo qualunque” Jeb Berrier nel suo tentativo di vivere senza plastica.

 

Zero Rifiuti: E’possibile un mondo senza rifiuti? (73’) – documentario di Grant Baldwin.

       I protagonisti del documentario, Grant e Jen, hanno deciso di sfidarsi in una gara decisamente inusuale: uno contro l’altra vogliono scoprire chi dei due riesce a produrre meno rifiuti in un anno. Un eco-duello in cui chi meno…è meglio! Alternando interviste, comicità e animazioni, il documentario si interroga sullo spreco e prova a capire cosa può fare individualmente ognuno di noi per affrontare il problema. La domanda è semplice: è possibile immaginare un mondo senza rifiuti? La risposta si nasconde dietro ad un duello all’ultima cartaccia… 

 

The Age of Stupid ( L’età degli stupidi ) ( 82’), Inghilterra 2009 – di Franny Armstrong ( In lingua inglese con sottotitoli in italiano )

Il film è un ibrido che comprende parti recitate, documentario e animazione. Il protagonista, un archivista che custodisce l’intero sapere del mondo, si trova a vivere solo in una terra devastata nel 2055 guardando fotografie dal 2008 e chiedendosi “Perché non abbiamo fermato il riscaldamento globale quando ne avevamo l’opportunità?”

 

Planet Ocean (93’) – Francia 2012 – di Yann Arthus-Bertrand & Michael Pitiot

       Possiamo immaginare un film che cambi il modo in cui la gente vede l’oceano? Possiamo spiegare con semplicità, a tutti, il più grande mistero naturale del nostro pianeta? e infine, possiamo aiutare i bambini a credere in un mondo migliore, più sostenibile? Questa è la tripla sfida della nuova avventura cinematografica firmata da Yann Arthus-bertrand e Michael Pitiot, che si avvale delle missioni scientifiche di un’équipe unica di ricercatori, oceanografi e biologi provenienti da svariati paesi. Grazie alla sua fotografia stupefacente, il film ci porta in un eccezionale viaggio senza precedenti nel cuore delle regioni meno conosciute della terra e narra le esperienze umane più meravigliose e più terribili del nostro tempo. Girato in condizioni geografiche estreme tutto attorno al globo, descrive l’odissea moderna di chi decide di scoprire il pianeta blu.

 

 Itali@ambiente  ( 39’ ) –  Italia 2011 – su un progetto di Mario Tozzi ( 39’ )

Un film di denuncia sullo stato dell’ambiente italiano, un film sull’ambiente in cui sono gli stessi cittadini a fare da protagonisti, registi, sceneggiatori e operatori cinematografici. Territorio, biodiversità, acqua, foreste, traffico, desertificazione, impianti e rifiuti: il film è tanto globale, nella visione, quanto locale, nell’azione che mira a diffondere.

 

      NURAKMAN E LE AVVENTUROSE FONTI DI ENERGIA – Fiction di Alessandro Madeddu 

Nurakman è la storia di un bambino, Helio, curioso ed intelligente, che si interroga sul funzionamento del mondo. Helio troverà le risposte alle sue domande grazie a Nurakman, un personaggio fantastico, saggio e grande conoscitore delle leggi che regolano la natura. Il dialogo tra i due porterà il bambino a scoprire l’esistenza, il funzionamento e la necessità di utilizzare le fonti di energie rinnovabile per poter vivere in un mondo più sostenibile.

 

Cattedrali di sabbia ( 60’ ) – Sardegna – documentario di Paolo Carboni

Cattedrali di sabbia è un viaggio attraverso la Sardegna che ha creduto e ceduto al miraggio dellindustrializzazione svendendo la propria cultura contadina, pastorale e un proprio vissuto quotidiano per saltare sul treno di un ipotetico sviluppo industriale. Centinaia di pastori, pescatori, contadini,artigiani dismisero i propri panni multiformi e variegati, per indossarne uno solo, di un unico colore e uguale per tutti. Una tuta blu. Il documentario non ha la finalità di analizzare e valutare le scelte di politica industriale in Sardegna, né tantomeno sposare facili conclusioni. Cattedrali di sabbia è solo un momento dove persone diverse , di zone diverse della Sardegna si raccontano, e raccontano come è successo che la loro vita di contadini pescatori e pastori da un giorno allaltro sia diventata quella di unoperaio. E di come poi, finito il sogno, sia ridiventata quello che era prima. Un ritorno alle origini, a quelle attività rurali che sempre si sono fatte e che sempre, seppur con non poche complicazioni, hanno dato da vivere ai sardi. Cattedrali di sabbia è malgrado tutto un viaggio di uomini che tornano a casa dopo una lunga trasferta in un mondo che non sentivano loro. 


Ab Origine (Biofilm) – Documentario di Ignazio Figus
 

Gli avvenimenti descritti in questo film accadono in Sardegna e hanno per protagonista una comunità di uomini e donne che con coraggio e determinazione hanno deciso di dare una nuova prospettiva alla loro vita.

Incentrato sulla figura dell’agronomo-poeta Maurizio Fadda, uno dei promotori dell’agricoltura biologica in Sardegna, il documentario propone una lettura nel contempo filosofica e pragmatica del vivere naturale e del tentativo di un consapevole “ritorno alle origini”.

 

      Cibo Spa – Documentario di Robert Kenner

Questo documentario sul cibo, denuncia i grandi produttori dell’industria alimentare che, volonta-riamente, nascondono ai consumatori informazioni importanti sugli ingredienti, sul processo di pro-duzione e sull’origine reale degli alimenti che acquistano e consumano ogni giorno.

Per fare questo, il regista ha seguito personalmente tutto il processo di produzione e distribuzione, partendo dagli allevamenti degli animali e dalle industrie agricole. Il film dimostra come le grandi multinazionali americane che operano nel settore alimentare, per accrescere i loro profitti, trascu-rano aspetti fondamentali come l’igiene e le condizioni lavorative dei propri dipendenti, che passa-no troppo spesso in secondo piano.

Inoltre, viene denunciato lo sfruttamento intensivo dei terreni e l’allevamento degli animali, soprat-tutto dei polli, che, oltre a stare ammassati senza possibilità di muoversi, in pochi giorni raggiungo-no dimensioni fuori dal normale tanto da portarli a non reggersi più sulle loro zampe. Lo scopo del film è quello di mostrare ai consumatori come le grandi multinazionali che operano nel campo dell’alimentazione, per produrre di più e spendere di meno, offrono prodotti di scarsa qualità e dan – nosi sulla salute, che prevedono lo sfruttamento intensivo sia di animali che di terreni.

 

 Un equilibro delicato ( 1’26’’ ) – Canada  – Documentario di Aaron Scheibner 

Un documentario basato su interviste a medici, nutrizionisti, ricercatori di varie università nel mondo; arricchito da animazioni esplicative, fornisce spiegazioni approfondite sul ruolo dell’alimentazione per promuovere la salute o causare gravi malattie, come il cancro, le malattie cardiovascolari, l’osteoporosi, le malattie autoimmuni. Un documentario importante per capire come evitare i danni di un’alimentazione sbagliata e difendere la nostra salute.

 

  The last farmer – L’ultimo contadino – Documentario di Giuliano Girelli

Neoliberalismo, globalizzazione e agricoltura contadina, prodotto dalla ong Mais di Torino, per il pro-getto finanziato dall’Unione Europea “Creating coherence on trade and development”.Il documen-tario mostra lo stato dell’agricoltura contadina nello scenario del neoliberalismo globalizzato, rac-cogliendo tre storie in Indonesia, Guatemala e Burkina Faso. L’agricoltura contadina produce cibo per oltre il 70% della popolazione del pianeta, mentre l’agricoltura industriale non provvedeche al 30%; ciò nonostante 2,8 miliardi di persone nel mondo vivono con meno di 2 dollari al giorno, la maggioranza di queste persone sono contadini o ex contadini che ora vivono nelle baraccopoli di qualche grande città. Questo documentario parla di loro, della globalizzazione e dunque anche di noi.

 

 Genuino Clandestino – 1° e 2° edizione  Documentario di Nicola Angrisano

Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono nell’attacco alle logiche economiche e alle regole di mercato cucite sull’agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti, l’agricoltura contadina, l’immenso patrimonio di saperi e sapori della terra. Da questa rete nasce la campagna “Genuino Clandestino”, con donne e uomini da ogni parte d’Italia che si autorgnizzano in nuove forme di resistenza contadina. Mentre la burocrazia bandisce dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità ed affidabilità dei cibi. Attraverso il lavoro, le situazioni e le voci dei contadini “clandestini”, insu^tv racconta questa campagna, semplice nel suo messaggio, ma determinata nelle sue forme, insieme alle implicazioni in materia di democrazia del cibo, sviluppo economico, salvaguardia dell’ambiente e accesso alla terra.

 

 Green – Documentario di Patrick Rouxel 

Non ci sono parole in questo documentario di Patrick Rouxel, solo immagini e suoni: le scene spaventose della distruzione della foresta pluviale indonesiana ed i lamenti degli oranghi, agonizzanti a terra per la mancanza di cibo e riparo, caricati in sacchi di stoffa e trasportati in piccole strutture dove qualcuno tenta di salvarli. Si abbattono gli alberi, si brucia il terreno, si distruggono gli animali per creare coltivazioni intensive di palme da olio.

Il documentario prende il nome da Green, orango femmina le cui immagini di degenza in un lettino, attaccata ad una flebo, accompagnano lo spettatore di questa sorta di preghiera laica che scuote le nostre convinzioni sui consumi e sulle nostre responsabilità. La catena delle conseguenze è molto lunga, è vero: fra la morte di decine di migliaia di oranghi, il rischio di estinzione degli elefanti, la scomparsa delle tigri, la distruzione della bio diversità ed il nostro carrello della spesa, passano migliaia di chilometri, centinaia di lavoratori, mille trasformazioni e tante pubblicità. Ma il collegamento c’è e Rouxel ce lo butta in faccia,senza mezze misure e solo con la forza delle immagini e di un montaggio che fa quello che dovrebbe davvero fare: raccontare una storia.

 

Diverse esistenze – fiction di Salvatore Bonaffini 

Uno studente subisce per lungo tempo le prese in giro di alcuni suoi compagni di scuola, fino a quando succede l’irreparabile…

Cortometraggio contro l’omofobia e il bullismo realizzato insieme ai ragazzi dell’istituto Valli di Barcellona P G. vincitore al Giffoni Film festival 2013.

 

 The story of my eyes – fiction di Roberto Cifani 

“La storia dei miei occhi” è una storia di generazione diversa, raccontata dagli occhi di un ragazzo estremamente sensibile. Ci invita gentilmente a riflettere sui valori della nostra società, che al giorno d’oggi sembra sempre meno sensibile al tema della solidarietà, alle persone più deboli e ai nostri vicini.

 

    Unlearning – Storie di Famiglie che Cambiano il Mondo documentario di Lucio Basadonne 

Otto ore di lavoro al giorno a testa, bambina a scuola fino alle quattro del pomeriggio, babysitter. Quando arriva il momento più importante della giornata, la cena, in cui finalmente si può stare insieme ci ritroviamo sfiniti a parlare di mutuo e bollette, organizzando un’altra giornata di sopravvivenza. Questo è il modello comune che finora abbiamo vissuto, che ci confina in uno stile di vita che a nostra volta stiamo trasmettendo ai nostri figli come assunto di verità. Ma se lasciassimo la zona comfort della nostra esistenza, “disimparando” la religione del comfort per condividere i tempi, gli spazi, le logiche e i meccanismi di relazione con chi ha un concetto diverso di famiglia? Come vedremo la nostra vecchia vita al nostro ritorno? E, soprattutto, la vorremmo ancora?

 

 Storie di Migrantes – Documentario di Alessandro Aramu e Carlo Licheri 

Inizia con l’immagine di un uomo che scruta il mare con i binocoli. E si conclude con il primo piano di una ragazza che canta e che ride. In mezzo il dramma, i racconti e le speranze dei migranti partiti dalla Libia e arrivati in Sardegna dopo aver sfiorato la morte accalcati nei barconi nel viaggio verso un futuro migliore. È il riassunto del docu -film “Storie di migrantes”, prodotto dal Centro Italo Arabo Assadakah, un lavoro del giornalista Alessandro Aramu e di Carlo Licheri (immagini e montaggio). Una visita in alcune strutture di accoglienza della Sardegna e una raccolta di storie dei migranti.

 

SUPER SIZE ME – Il Cibo Tossico Delle Multinazionali – Doc di Morgan Spurlock. ( 39’ ) 

Il documentario traccia una linea di confine tra la cattiva alimentazione e il cittadino che la “subisce”. Il dito viene puntato contro i fast food e l’oggetto d’indagine è l’obesità, non dal punto di vista soggettivo, ma come piaga sociale, come problema mediatico, economico, politico e culturale, come un muro che forse soltanto la medicina può oltrepassare, ma non abbattere. La trama è semplice: Morgan Spurlock si sottopone ad una ferrea dieta a base di grassi. Per tre volte al giorno dovrà consumare i pasti da MacDonald’s, avvalendosi della vasta scelta di percorsi calorici da loro consigliati, sempre in formato “supersize”. Il tutto per un mese. Tre esperti, un cardiologo, un nutrizionista e un gastroenterologo seguono il cammino dietetico del regista, prima, durante e dopo. Le conseguenze mediche, subite dal corpo di Spurlock, sono ciò che il film si propone di dimostrare. Una ricerca stilistica e visiva eccellente per il genere e un ritmo piacevole, divertente, a tratti degno di una commedia, rendono questo documentario di livello mondiale, adatto a tutti, educativo, oltre che manifesto reale di un quadro lucido e cinico della società americana. 

 

Oltre l’Aporìa ( 19’)– Sardegna 2017- documentario di Cladinè Curreli 

L’ aporìa è una strada bloccata, il diniego di un corteo che non blocca comunque la Manifestazione. Manifestazione fatta da persone che riescono ad andare oltre e non rinunciano a incontrarsi, a cercare alternative, a creare possibilità

Oltre l’aporìa, è un esperimento audiovisivo di autorappresentazione dal basso, che ci porta ad ascoltare gli sguardi di 13 persone presenti alla manifestazione antimilitarista a Quirra il 28- aprile 2017 organizzata dall’assemblea A Foras.

E’ intenzione di questo corto documentario portare una testimonianza di un lato poco mostrato delle manifestazioni di protesta. Il lato profondamente umano, sentimentale, affettivo delle persone che partecipano, e che investono una parte del loro tempo e della loro energia per affrontare il problema del militarismo e delle servitù militari mettendo il proprio animo e corpo in gioco nella lotta. Nella speranza che sempre più persone prendano parte con la propria personalità all’attivismo e all’artivismo.

A Foras è un’assemblea nata il 2 giugno del 2016 a Bauladu, composta da comitati, collettivi,
associazioni,realtà politiche e individui. A foras lotta per il blocco delle esercitazioni, la
completa dismissione dei poligoni sardi, il risarcimento delle popolazioni da parte di chi ha
inquinato e la bonifica dei territori compromessi. http://www.ubrec.net/oltre-laporia/ https://aforas.noblogs.org/

 

 Assetto di volo (40’)   Documentario sociale  di Giulio Venier

Ci sono luoghi in cui non esistono disabilità, se non intese come qualcosa che tutte le persone vivono sotto forma di paure e blocchi che limitano la vita. Le speranze, le aspirazioni e i sogni dei ragazzi coinvolti in questo film potrebbero ben rappresentare il desiderio di riscatto e realizzazione che è proprio di ogni essere umano desideroso di vivere pienamente la propria esistenza. Una storia reale raccontata con poesia e semplicità tanto da poter essere una piccola fiaba. 

 

Ci vuole un fiore  (52’) di Vincenzo Notaro

Nel 2008 nel quartiere più antico della città di Roma, alla Garbatella, è nato il primo orto urbano di Roma. Il palazzo della regione Lazio, motore politico del territorio laziale, fa da sfondo a diversi spaventapasseri e alberi di vario genere che oggi coprono e arricchiscono di verde l’area sottostante, un tempo dominato da desolazione e ghiaia.Da qui prende vita il documentario “Ci vuole un fiore” che narra la lotta di semplici cittadini contro un’amministrazione lenta e sonnacchiosa ancorata a vecchi modelli economici che vanno a discapito del benessere del cittadino, da qui la decisione di occupare aree degradate e farne orti condivisi. A fare da sfondo al recupero della terra ci sono le storie di Giacomo e Luigi diversi per età e per esigenze ma che in comune hanno l’amore per la terra, che diventa spazio vitale per sopperire alle proprie difficoltà economiche. Ci troviamo in una Roma più introspettiva, lontano dal caos dei turisti, una città che scopriamo essere definita: il comune agricolo più grande d’Europa.

 

Spiderboy  (14’ 30”)  di Linda Fratini

Mattia, il figlio segreto di Spiderman, e Amira, bambina di origine eritrea, entrambi 9 anni, stringono una forte amicizia per vendicarsi dei bulli della classe: Diego, Valerio e Alessio. Ci riusciranno? Il finale è un arcobaleno di amicizie, di sconfitte e di vittorie. Perchè la diversità è un punto di forza, vero Diego? 

 

Sawubona di Lungelo Kuzwayo Sudafrica, 2015; durata: 10’ 19’’

Mbali, una piccola ed affascinante bambina di sette anni sfida il razzismo facendo nuove amicizie, e illumina un viaggio di trasformazione. 

 

The box di Mohamed Gowili

 

Lost in Sardinia,   di Davide Melis

Progetto realizzato da Karel, Addv e Synesis grazie a un bando dell’Assessorato all’Agricoltura e Riforma Agropastorale della Regione Sardegna, è una serie realizzata per internet in 24 episodi che racconta il mondo agropastorale sardo.

La formula della narrazione è totalmente nuova: non semplici documentari ma un viaggio attraverso le realtà più originali delle campagne sarde al seguito di una guida d’eccezione. Gli ideatori, Luca e Davide Melis di Karel Produzioni, hanno immaginato una giovane studentessa che percorre le strade della Sardegna alla ricerca di esempi di innovazione da inserire nella tesi di laurea.

Una storia, quella della giovane punk Sibylle catapultata contro la sua volontà in un mondo che fino a quel momento ignorava, che si intreccia con quella di pastori, agricoltori, apicoltori, artigiani del sughero e della legna che affrontano la vita in campagna mescolando tradizione e saperi antichi con le novità tecnologiche.

C’è, tra le puntate della serie, la vicenda del pastore di Olzai che produce formaggio da caglio vegetale, l’esperienza dei produttori di zafferano e marmellate biologiche, gli orti condivisi, l’allevatore che alleva solo pecore nere, le coltivazioni di qualità che rispettano l’ambiente e non usano concimi chimici.

 

Big Booom

La storia dell’umanità e del nostro pianeta in quattro minuti. Una dichiarazione eco-compatibile sviluppata in un unico scatto che ha tutto: umorismo, azione e tragedia.

 

Book alive   durata 4’

Jean-Marc GODÈS, fotografo artista visivo, conduce una ricerca artistica dedicata alla promozione del libro e degli scritti. Le fotografie della sua collezione “LIBRI IN VITA” hanno trovato un posto naturale nelle reti di libri, librairie, fiere di libri, lotte di agenzie contro l’analfabetismo … ma anche negli spazi dedicati all’arte contemporanea in Francia e all’estero.

Attraverso questa prima opera audiovisiva, continua tuttora la sua ricerca artistica conducendo la sua esplorazione alla fotografia animata. 

 

Diverse  esistenze    Anno: 2013  Durata: 19 min.
È una storia vera che fa da sfondo in Diverse Esistenze, il lavoro scritto e diretto dal regista Salvo Bonaffini premiato con l’Audience Award (Giffoni experience) al Giffoni Film Festival 2013 nella sezione scuole. Il cortometraggio, ambientato in Sicilia, è stato girato nell’istituto superiore “L.Valli” di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), in collaborazione con gli stessi studenti che ne fanno da protagonisti.

Marco è un ragazzo gay, con doti di studente modello, che vive in estrema sofferenza perché subisce, da parte dei coetanei e dai propri compagni di classe, continui insulti e gratuite umiliazioni. E’ solo grazie alle confidenze e all’amicizia con Laura che riesce a trovare, seppur momentaneamente, attimi di conforto.

Una trama dai risvolti drammatici, che mette in risalto con estrema crudità temi sociali come la solitudine, l’emarginazione e l’educazione, facendo riflettere sulla decadenza dei valori morali e sulle responsabilità degli educatori – famiglia, mass media e scuole – di fronte ai casi simili di violenza. 

 

Eccomi  durata 9’

I fenicotteri come metafora dell’integrazione, uccelli diventati simbolo e vanto della Sardegna che sono a ben vedere come dei migranti ormai stabilitisi nell’isola. Una convivenza pacifica, semplice, che diventa l’esempio di come le migrazioni siano fenomeni naturali. E imprescindibili. Contro paure, notizie false o strumentalizzate.
Un’apertura all’accoglienza, a una nuova consapevolezza, che il nuorese Sergio Falchi esprime attraverso il cortometraggio “Eccomi” (girato a Santa Gilla) dove racconta l’incontro tra una giovanissima africana (Uwizeymana Costa) e un anziano pescatore (Antonio Tocco) che alla fine parlando al nipote fa un parallelismo tra i migranti e i fenicotteri (il titolo internazionale è “Flamingos”, appunto fenicotteri).

 

Engine of time durata 15’

“narra una storia senza una precisa collocazione nel tempo che parla di ieri, di oggi, di sempre. Rappresenta un’allegoria dell’essenza della vita e del tempo. In questa narrazione atemporale si riportano gli avvenimenti di un meccanismo che, incessante, coinvolge l’intero Pianeta Terra. Nelle S. Factory  due fabbriche gemelle del Pianeta Terra, convivono umani e robot che operano con impegno per un traguardo comune. Nel compito di ogni giorno i singolari ingredienti di una ricetta millenaria vengono lavorati per illuminare il tempo. In ciascun settore delle fabbriche si coopera in perfetta armonia mantenendo l’immemore sincronismo che permette di portare a termine la missione”.

 

Farida   durata 15’

Attraverso le storie  di Farida, una bimba Siriana  e Fabien , un piccolo Rom, si parla di integrazione mancata e integrazione riuscita e lo si fa partendo dal luogo che per eccellenza dovrebbe porre le basi dell’integrazione e del cambiamento: la Scuola.
Il corto mira a far vedere, come sottolineato dall’attrice salentina Maria Irene Vetrano , anche   sceneggiatrice insieme al regista Mohamed Zouaoui  come la storia dei bambini che arrivano sui barconi sia a noi in realtà  più vicina di quello che sembri, visto che con tali realtà siamo a contatto tutti i giorni e che l’integrazione del migrante o di colui che è considerato “diverso” sia sempre possibile nella nostra società . Entrambi i bambini protagonisti scappano dalla loro terra spinti dallo stesso bisogno e dallo stesso sogno: realizzare un futuro migliore e la triste storia di Farida che prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto diventa lo sfondo integratore e l’occasione per affrontare la tematica della diversità.

 

 Che Altri Occhi ti Guardino  di Antonella Barbera e Fabio Leone – 2017  (17’ 30”)

Omaggio al militante politico, attivista antimafia Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio 1978. Peppino Impastato è stato fatto esplodere sulle rotaie della ferrovia con una carica di esplosivo di 5kg dalla mafia di Cinisi; l’atto mafioso tentò di simulare un suicidio terroristico. Gli amici di Peppino ricostruiscono simbolicamente la vita e l’esperienza di attivista dopo l’esplosione fino a quasi rievocarne il pensiero e l’impegno civile.

 

Polis nea   Regia: Pierluigi Ferrandini  Anno di produzione: 2017  Durata: 16′ 16”

2037, Polignano a Mare, perla del Sud Italia. La maggior parte della popolazione adesso è straniera, tanto che la lingua parlata è diventata l’inglese e addirittura il suo nome è stato trasformato in Polineano. In un caldo giorno di primavera, la vita di una famiglia britannica, proprietaria di una delle case più belle del centro storico, è scossa dall’arrivo di un anziano pugliese, gravemente malato di Alzheimer, seguito dal suo nipotino.
Il piccolo ben presto scoprirà che quella meravigliosa casa mai vista prima, di cui mai aveva neanche sentito parlare, un tempo apparteneva proprio a suo nonno.

 

Terra Madre di Ermanno Olmi  durata 78 min. – Italia 2009.

Un documentario che si fa testimonianza di una vita vissuta facendo cinema pensando agli esseri umani con il ritorno a una forma di espressione, il documentario appunto, che Olmi non aveva mai del tutto abbandonato. Il regista ci racconta degli ultimi tre convegni di Terra Madre a Torino. In quelle occasioni (e in particolare nel 2006) Carlo Petrini, ideatore di Slow Food, è riuscito a far giungere nel capoluogo piemontese persone che, in ogni angolo del mondo, la terra la amano, la coltivano e, soprattutto, la rispettano. E’ un documentario di denuncia quello di Olmi. Denuncia contro le sopraffazioni che anche in questo campo non si scontrano con i rigori della legge perché è il Dio Mercato che detta le non regole del liberismo più sfrenato. Ma non è solo questo. Grazie anche alla collaborazione con Piavoli e Zaccaro Olmi porta sullo schermo un atto di amore profondo che passa dall’elegia sulla vita a contatto con la Natura alla rispettosa e quasi invidiosa riflessione sulla vita di un uomo che ha avuto il coraggio di abbandonare la civiltà dei consumi per scegliere di vivere in un modo radicalmente diverso. Olmi ci ricorda anche che qualcuno ha pensato di preservare, nel Nord del nostro continente, i semi che rischiavano di scomparire in modo definitivo creando una sorta di Giardino dell’Eden nel ghiaccio. La Cineteca di Bologna, che è intervenuta nella produzione, è sicuramente consapevole di avere contribuito a creare un film che è un seme. Il suo compito è ora quello di conservarlo ma anche di metterlo a dimora ovunque sia possibile perché faccia maturare quel frutto prezioso che è la consapevolezza.

 

The can Alexey Protsenko | 2016 | 3 minuti | Federazione Russa

Giovane ragazzo cammina per strada, bevendo soda. Getta la lattina vuota nella nel contenitore dei rifiuti ma on centra il bersaglio. Dopo ciò, la lattina inizia a perseguitarlo. 

 

The one planet story    di Arina Chasovskikh, Russia  (3’ 30”)

Il film racconta la storia della comparsa della vita sulla Terra e di cosa è successo al pianeta quando le persone sono apparse su di essa. Il pianeta è presentato come una bambina che, nonostante la sua giovane età, deve sopportare eventi terribili e conoscere il dolore.

 

The box  di Merve Cirisoglu Cotur  Lunghezza:  6 min. 48 sec.

Il conflitto siriano è una delle più grandi tragedie del 21 ° secolo e i bambini sono quelli che hanno sofferto la guerra nella maggior parte dei casi. Oltre l’80 per cento della popolazione infantile della Siria (8,4 milioni di bambini) è colpita dalla guerra. Derivando dalle loro storie, The Box , film d’animazione in 2D, presenta le vite e i sentimenti dei bambini rifugiati. La felice vita del protagonista cambia immediatamente con la guerra improvvisa e si trova in uno stato di lotta. Nel film, la guerra cambia non solo la vita, ma anche il ruolo della scatola; prima come una casa giocattolo costruita con cura, poi come un posto dove rifugiarsi in un campo profughi pieno di pericoli e infine come una barca che naviga per un viaggio verso la speranza.

 

Viaggio in camper  di Daniel Tarozzi durata 57’

Sette mesi on the road, senza scadenze o itinerari precisi, inseguendo le esperienze di chi ci prova a cambiare vita e a non rassegnarsi al peggio. La scoperta è che si sta creando una rete diffusa dal Nord al Sud di microeconomie che valorizzano il territorio e le competenze delle persone, spesso promuovendo lavori che le statistiche nemmeno rilevano: in città, in campagna, da soli, in gruppo. Sempre all’insegna dell’ecocompatibilità, del risparmio e della qualità della vita. Contadini, inventori, imprenditori, manager, artigiani, neolaureati, artisti: le loro storie non fanno più parte dell’aneddotica ma costituiscono una realtà che va raccontata e fotografata e dimostrano che un altro Pil, più vero e di qualità, è possibile.

 

Raver Eolica di Luciano Curreli   Italia · 2016 · 7′

Un Don Chisciotte contemporaneo sta vagando in mezzo alla natura con il fido Sancho Panza, quando la sua moto in panne si ferma davanti a una distesa di pale eoliche situate in mezzo al nulla. Il mulino a vento è un avversario da sfidare? Forse no, non può essere cattivo chi si alimenta con il vento. I due vedono da lontano una donna bellissima che balla musica elettronica. La ragazza è stranamente collegata a una pala eolica con un grosso cavo per prendere l’energia del vento. La raver balla con ritmo inesauribile, senza perdere un colpo. È come un motorino. I due si mettono a ballare uno di fronte all’altra, come in un duello. Si sfidano. Ma lei è avvantaggiata, balla senza fare nessuno sforzo, l’energia del vento la alimenta naturalmente.